17/09/2001
  Gamo e Meki - Etiopia
  08°02 N   38°31 E
  + 280

Sabato mattina andiamo tutti in paese per una bella colazione. Qui i taxi sono dei carretti di legno, spinti da piccoli cavalli magrissimi. Oggi è festa e si vede tanta gente che passeggia tranquilla. La maggioranza della popolazione di Meki, è composta dalla prima o seconda generazione di Nomadi che si sono sedentarizzati. Nei giorni di festa le donne vestono in bianco, con ricami colorati sui bordi. Gli uomini invece, non usano abiti di cerimonia; sono seduti nei baretti e oggi sembra che sulle bocche di tutti ci siano gli attentati in America e le ripercussioni. 

L'ultimo invito che riceviamo è a casa delle nostre due simpatiche studentesse: Gennet e Tsehay. Le due sorelle ci hanno organizzato una vera festa d'addio, con tanto di bibite, injera e musica alla fine. Con gli altri studenti invitati (saremo stati una ventina) abbiamo chiacchierato un pò di tutto, ma il tema più ricorrente resta la loro voglia di venire in Europa. Qui i giovani sono affascinati da tutto ciò che è moda occidentale, tendenze e nomi. Ci vedono come un modello, un modo di essere. 

Gennet è innamorata di Frank, mentre Tsehay degli altri ragazzi del gruppo. E quando arrivano i genitori delle due, le ragazze partono in quarta per convincerli che vogliono partire in Europa con noi. Allora il padre, uomo rispettato e tra i più ricchi di Meki, inizia un lungo speach in amharico. In un discorso carismatico, ci ringrazia per il lavoro che stiamo facendo e per lo scambio culturale che abbiamo con i giovani. Contraccambiamo ringraziando per l'invito e concludiamo dicendo che l'occidente non è l'eden che si crede, ma se un giorno qualcuno ci verrà in vacanza, sa che li ha un Amico. 

La sera ci sediamo tutti in terrazza e cantiamo vecchie canzoni kitch: dai Spandau Ballet ai Wham, da Nik Camen a Milly Vanilly. Celine, Sophie e le iene sono i meno stonati.

Domenica mattina alle 8h in punto Donnie bussa al nostro portone. Saliamo su tre carretti e partiamo nell'entroterra. E' favoloso perdersi nelle verdi e sperdute campagne. Theo afferma che in Africa sente Dio più vicino. E questo perché c'è più contatto con la natura, con i cinque sensi, con i quattro elementi e nella semplicità tra la gente. 

Arriviamo a Gamo, villaggio di un centinaio di abitanti, soprattutto giovani. Alcuni bambini piangono o scappano, perché non hanno mai visto l'uomo bianco. Donnie ci invita a visitare alcune persone. Ci spiega che sua sorella è morta di Aids un mese fa e adesso sua nonna sta morendo di febbre gialla. La donna è sdraiata su un vecchio materasso, il suo corpo è ridotto a pelle e ossa e il suo sguardo è ormai andato. La visita è dura e molto triste.

Fuori, giochiamo con i bambini, Nicolas e Franck insegnano esercizi di ginnastica e acrobazie. Poi entriamo in una piccola capanna per la cerimonia del caffè. La stanza è offuscata dal fumo della brace e l'odore delle spezie invade l'aria. Essendo neri, il viso della gente si nasconde nella penombra e le voci si affievoliscono. Ci sentiamo a anni luce dal nostro mondo occidentale. 

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A Gamo, nella capanna di Donnie, gli sguardi si incrociano e ognuno osserva l'altro. I bambini ci guardano e noi osserviamo gli anziani. Cerchiamo di comunicare con la lingua dei gesti. Sophie riflette se sono loro a essere stupiti e a cercare di scoprirci, oppure l'opposto. Allora Donnie dice: "Ci stiamo entrambi visitando, viaggiando in un Mondo sconosciuto".

Oggi, gli studenti hanno chiesto al Fotografo di Meki di venire a scuola e scattare delle foto di gruppo con noi. Dicono che sarà un souvenir prezioso e promettono che appenderanno le foto nelle loro case.

L'unico rimpianto del gruppo è di non aver avuto il tempo di visitare Le Bellezze dell'Etiopia. E sono tante:

Bahar Dar con il Lago Tana e i suoi antichissimi Monasteri rupestri e i misteriosi monaci. Le cascate del Nilo Blu, infestate di coccodrilli, che sfociano poi nell'immenso fiume del Nilo.

Axum e i suoi obelischi (quand'è che l'Italia si deciderà a rendere quello a Roma?). Axum, città storica, accolse la regina di Saba e suo figlio Menelik. Si dice che le tavole di Mosè con i Dieci Comandamenti, sono sepolte in questa zona, originariamente copta.

Rift Valley che accolse i nostri antenati. E' qui che ebbe inizio l'avventura umana.

Lalibelà e la chiesa di Bieta Ghiorghis. Costruzione in pietra del XII°, fu completamente scolpita sottoterra. La tradizione cristiana dice che Adamo (non si sa di Eva), fu sepolto su queste colline!?  

Alla fine dell'ultimo corso, ci uniamo nel ringraziare gli studenti per questa splendida esperienza a Meki. Loro, ci hanno preparato un discorso, che leggono emozionati, in inglese. Concludono dicendo:

...l'Intelligenza è la vera ricchezza !

La Nuova Schiavitù:

Oggi la maggior parte del Terzo Mondo è tenuta ostaggio da una schiavitù altrettanto orribile, nelle sue conseguenze devastanti, di quella del passato. La maggior parte del Terzo Mondo è stremato sotto il peso del più invalidante debito internazionale. 

Le statistiche sono impressionanti: in Etiopia 100.000 bambini muoiono ogni anno di malattie facili da prevenire, mentre il governo spende per ripagare il debito quattro volte quello che spende per la spesa sanitaria. 

Sfida Hi-Tech alla povertà:

L'agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) afferma che "Se un uomo ha fame, occorre dargli un computer". Sembra una provocazione, ma è la loro vera posizione: "ignorare i progressi tecnologici conseguiti in campo medico, agricolo e informatico significa perdere l'opportunità di trasformare la vita delle popolazioni più povere" e "il Web può consentire il superamento delle barriere dell'isolamento sociale, economico e geografico", dichiara Mark Brown, amministratore dell'Undp.

Nel Summit Onu del Millennio i paesi ricchi si sono impegnati, entro il 2015, a dimezzare la povertà nel Mondo. Hanno messo in agenda il 'Tecno-Gap': l'invenzione di computer a basso costo, senza fili e soprattutto la diffusione di fonti di energia economica ed ecologica (quella solare anzitutto) e una soluzione alle connessioni telefoniche. 

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Sarà il nostro ultimo giorno in Etiopia, la fine della nostra Missione decisa dalla Community. Domani mattina andremo a Addis Abeba, visiteremo la città e la sera ci imbarcheremo sul volo verso l'Europa. Speriamo bene! 

A causa del viaggio in aereo, il prossimo Diario sarà messo on-line con un pò di ritardo. 

Un abbraccio, il Team

team@nomadcommunity.com - loako@hotmail.com

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