06/09/2001
  Meki  -  Etiopia
  08°10 N   38°50 E
  + 269

A parte la pioggia, la giornata è andata bene e ognuno ha ben svolto il proprio ruolo di insegnante. Nicholas ha preparato un esame di chimica e Franck uno di matematica. Prima impressioni: "molti studenti sono dei copioni".

Qui il momento più spaesante è quando cala il sole. Le donne nomadi Oromo tornano sulle colline e le mandrie di vacche si perdono tra le polveri delle strade di terra rossa. I loro campanelli ci ricordano quanto sia vitale essere sempre in cammino.

Dalla strada nazionale, l'elettricità arriva nell'entroterra al massimo fino a un chilometro. Poi le case sono illuminate con fuoco o candele ...e il ciclo della vita scorre in armonia con il sole.

Mentre cala il buio aumentano i suoni dell'Africa, al tempo stesso inquietanti e confortanti. Cicale, rane e cani randagi si svegliano per la notte.

Alle 20h il team si ritrova in casa. Siamo 'fortunati' perché la decisione per la cena è sempre molto semplice: pasta al sugo concentrato e carote, oppure, patate con pomodori freschi. Quando c'è il lusso del dessert, abbiamo papaya e arance. Al nostro arrivo, avevamo portato cinque mega scatole di cioccolata Milka, beh, spariti in un paio di giorni ...anche perché la cioccolata compensa altre voglie?!

La cucina è ormai rodata e il trio Aurelie, Sophie e Theo sfama il team, stanco ma felice.  

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MOGUS e la sua famiglia

Questo pomeriggio, dopo i corsi, abbiamo appuntamento con Mogus, 12 anni, un bambino che ci aspetta sempre fuori dal portone. Aurelie gli ha promesso che saremo andati a casa sua.

Percorriamo così un chilometro nell'entroterra, seguiti da una scia di bambini in festa.

Arriviamo in un agglomerato di sette capanne con tetti in paglia e incontriamo la grande famiglia di Mogus, composta da dieci persone.

Accolti con un'ospitalità commovente, ci invitano a visitare la loro casa. Semplice e dignitosa, è composta da tre piccole strutture costruite con terra e legno. La più grande ospita il padre e la madre, mentre nelle altre due abitano gli otto bambini. In famiglia ognuno ha compiti precisi e tutto sembra svolgersi in un clima di assoluta armonia.

Qui i bambini sono già degli adulti con un forte senso di responsabilità. Non si lamentano mai e il loro sorriso è per noi un grande esempio di dignità e positività. Le due ragazzine di 12 e 13 anni si occupano dei piccoli di rispettivamente 1, 3 e 5 anni. Tasfay, 18 anni è il più grande; lavora in una cooperativa agricola e in questo momento sta caricando la terra fertile del fiume, per poi trasportarla in un campo di patate. Il padre è un contadino e, oltre a coltivare i campi, possiede 7 vacche e 14 polli - il patrimonio di famiglia.

Mogus, con il fratellino Joseph di 9 anni, ci mostra felice i suoi giochi; tutti costruiti con fil di ferro, legno e pezzi vari riciclati per strada. Il loro gioco preferito è un camion fatto con dei pezzi di legno legati con lo spago. Si divertono a guidare questo improbabile mezzo, spingendolo con entusiasmo; lo fermano per far salire i passeggeri 'immaginari' e ripartono. Si vede che sono fieri di esserselo fabbricato da soli!

 

L'ospite per noi è un 'dono' perché nella vita, prima o poi, sarai ricambiato.  

Mogus  

 

QUALCHE DATO SHOCK:

La Banca Mondiale prevede che nel 2002 l'Etiopia sarà il paese più povero del Mondo. Oggi il prodotto Interno Lordo non supera i 750birr - circa 230 mila lire all'anno per persona!

Un agricoltore (mestiere più comune) lavora solo nel periodo fertile. Guadagna in media 5 birr al giorno - 1.500 lire.

Siamo nel paese con meno ospedali e medici al mondo:                                                           

1 letto di ospedale per 3300 persone              

1 medico per 33.000 persone                          

In Francia c'è 1 medico per 330 persone

Secondo Amnesty International (www.amnesty.it), l'Etiopia è tra i paesi con più giornalisti in prigione.

 

Siamo già stanchi e pronti per un bel week-end di riposo. Qui quello che più stanca, ma al tempo stesso ci carica, è lo scambio continuo con la gente. Presentazioni, discorsi, abbracci, saluti; sembra che tutti ci vogliano dire qualcosa, ma probabilmente quel che davvero cercano è semplicemente un pò di attenzione.

A domani, cara Community

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