29/03/2001
  Young - URUGUAY
  S 32°37    W 57°21
  + 108

Notte in bianco e giornata nell'estancia. Seguendo i tuoi desideri ci addentriamo nel verde entroterra uruguayano.

Ieri sera siamo usciti a cena in un locale trendy di Montevideo. I giovani hanno look e atteggiamenti molto europei e la moda sembra essere al passo con i tempi. Noi siamo sempre vestiti uguali, marca Playlife e stessi colori; lo noti sui video?! Mangiamo e beviamo, nell'attesa che il pullman delle 00h30 ci porti verso il centro del paese.

Saranno due giorni un po' tirati e per questioni di salute, preferiamo che Nicole resti in un letto al caldo. La lasciamo nelle dolci mani di Magda e di sua madre. Al menu pastina e brodo, siamo sicuri che al nostro rientro avrà una faccina ben più serena e riposata. Take it easy, Nico! 

Al terminal dei pullman, Tres Cruces, c'è tanta gente in viaggio. E' un via vai di grosse valige e gente che si saluta. Noi lasciamo i bagagli a Montevideo, portando solo gli strumenti per essere in contatto con te, Virtual! Sul bus, ci stringiamo e ognuno cerca una posizione per il sonno. Theo invece sfoglia con cura una fresca copia del Corriere della Sera. Sono le 3 am e la Car@van viaggia su un pullman, sotto il cielo stellato dell'Uruguay.

Alle 4h35 arriviamo nel paesino di Young. E' buio, c'è nebbia e noi siamo completamente rinco. Nell'attesa di incontrare Raffael, ci addormentiamo sulla panca dell'ufficio dei trasporti. 

Arriva il fratello di Malena, un grande uomo con folta barba e due occhioni blu. E' come se ci conoscessimo da sempre, abbracci, due battute nella notte e poi ci spiega a grandi linee quale sarà il programma della giornata. Tra lo spagnolo e il sonno, noi non capiamo bene ma approviamo. 

Raffael parte per Montevideo. Ci da la sua macchina, una piccola pick up sgangherata, e ci dice che qualcuno ci aspetta alla vicina stazione Shell. Lì non c'è nessuno e noi ci addormentiamo dove si può; al tavolo, in macchina e per terra. Sorge il sole e sale il mal di testa. Alle 7h00 ci sgomma davanti una camionetta bianca; è il nostro aggancio. "Sono Jaime, il veterinario!"

Seguiamo il simpatico e robusto uomo fino al suo ufficio, poi ci spiega la situazione: "Malena mi ha parlato del vostro progetto, adesso vi farò visitare la nostra estancia e l'allevamento di vacche di cui mi occupo". 

Theo e Marco sono in macchina con Jaime, mentre Aleko e Vale seguono nel vecchio pick up rosso. Ma c'è nebbia e a un incrocio ci perdiamo. Le macchine si cercano in spericolate inversioni a U. Dopo quasi un'ora e tante domande ai passanti, ci ritroviamo. 

Il cielo si apre ed ecco una bella giornata!

Continua a leggere e poi clicca sulle foto...

Le nuvole sono spazzate dal vento e il nostro sonno si perde alla vista delle immense praterie.

Entriamo in una lunga strada sterrata, incrociando dei Gaucho che galoppano fieri, con cappello e poncho. Sono di poche parole, ma ben calibrate. 

Jaime ci parla delle 15.000 vacche di cui si occupa e spiega che seppur numerate, si  ricorda delle specificità di ognuna. Anche sua moglie è veterinaria e madre di cinque bambini. 

 

Entriamo nell'estancia 'Macarena'. Ci sono 7 mila vacche sparse nei campi, di cui 2 mila da latte. E' la fattoria uruguaiana che produce più latte nel paese. Tra pini e eucalipto, percorriamo alcuni dei 13 ettari, alla scoperta delle fasi di vita di una vacca. Qui tutto è organizzato in aree, dalla nascita alla macellazione dei capi. Ma anche il legno sta oggi diventando frutto di guadagno per l'immenso range.

Jaime spiega che ci sono circa 30 nascite al giorno. Siamo fortunati, una vacca sta partorendo! Due gaucho si precipitano ad aiutarla, uno allarga l'apertura e l'altro tira fuori il vitello.

Per l'aneddoto: si chiamerà Valerio.

E' fantastico assistere ad una nascita. Clicca sulla foto e vivila con noi!

Attenzione:  immagini shock 

Andiamo all'estancia di Don Esteban. Splendida villa color rosa del 1880, è abitata da quattro generazioni. Nel patio, veniamo accolti a braccia aperte. 

A pranzo sediamo vicino ai pezzi grossi dell'estancia. Sono insegnati, veterinari e commercianti. Intorno al tavolo nove uomini e Vale, unica donna. A capotavola siede Juan Miguel della famiglia Secco de Souza.

Bicchieri in cristallo e boccali in argento, si parla dei 50 mila litri di latte prodotti ogni giorno e venduti alla Parmalat. Poi della preziosa e tenera carne, venduta alla Plasmon. Persi nel nulla ci sentiamo nel cuore del commercio mondiale.

 

Contrariamente all'Europa, in America del Sud non sembrano esserci casi di mucca pazza, almeno per ora. 

In Brasile e in Argentina, invece, sono stati accertati dei casi di febbre Aftosa. L'Uruguay, stretta nel mezzo dei due paesi, non sembra ancora essere stata contaminata. Nel paese ci sono 10 milioni di vacche e l'epidemia è molto contagiosa. 

Juan Miguel ha deciso di assicurare il suo bestiame.

 

E' il nostro ultimo week end sudamericano e sulla scheda di voto stai decidendo la nostra prossima tappa! 

Ma adesso scolleghiamo il modem e ci mettiamo davanti a una bella bistecca di vacca uruguayana.

Ci vediamo in Chat domenica alle 23 ora italiana. Chissà se sul Diario di lunedì avrai un pesce d'aprile?!

Questo week end realizzeremo la scelta della scheda di voto: una notte di follia a Montevideo!

Un abbraccio, a lunedì

il Team 

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