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| 11/03/2001 |
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| Torres
del Paine - CHILE |
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| S
50°57 W 72°51 |
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| +
90 |
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Con
il popolo virtuale, abbiamo deciso di entrare
in Cile! La
Car@van si muove sulla mitica Highway 40,
strada che percorre tutta l'Argentina.
Torniamo verso l'estremo Sud del mondo, ma non
è discesa. E' difficile resistere alla
tentazione di questo paesaggio e, ogni 50
chilometri, ci fermiamo, usciamo dalle
macchine e cominciamo a urlare nel mezzo di
spazi vuoti. Con il gesso scriviamo messaggi
sulla strada e ci sdraiamo lungo la linea
bianca nell'attesa di sentire il rombo di una
macchina ancora lontana. Sembrano
zone senz'anima, ma è qui che troviamo
energia e euforia ...la strada è come una
droga, fa viaggiare. Ci
perdiamo un paio di volte, prima di trovare la
frontiera argentina. Solo un piccolo cartello
bianco indica 'Gendarmeria'. Sono due casupole
in legno, una macchina sgangherata blu e un
cane che si avvicina scodinzolando.
All'interno, cartine appese al muro e un
giovane tizio che ci accoglie esclamando:
"oggi siete i primi a passare la
frontiera". Percorsi
sette chilometri di no man's land, arriviamo a
Cerro Castillo, la frontiera cilena. Sui muri
del moderno edificio, sono appesi poster con
gente ricercata e bambini scomparsi. Ci
controllano le macchine, poi, con aria severa,
timbrano la nostra entrata in Cile. Viaggiamo
verso il Parco Nazionale di Torres del Paine. E'
un contrasto tra praterie vellutate, fiordi a
picco su vaste pianure e alti picchi che ci
appaiono dal passaggio di frontiera. Ai bordi
della strada incrociamo lo sguardo di lama che
ruminano quieti. Poi tante lepri che sembrano
giocare con le nostre ruote, come delfini
sulla prua di una barca ... Il
contrasto tra le cime innevate e la steppa
giallastra, sembra raggiungere la perfezione
con il primo raggio del tramonto. Nel
buio, arriviamo al rifugio di Las Torres. La
mattina ci sveglia un gruppo di giovani, tutti
di nazionalità diverse. Hanno immensi zaini
con tenda, sacco a pelo, vestiti caldi e
impermeabili, scarpe solide, binocoli,
bussola, accendino, racchette da trekking e
tanto cibo. Partono verso il Lago Grey e
prevedendo di arrivarci tra 5 o 6 giorni. Ma
questa è un'altra storia, guarda il Video e
leggi Aneddoti.
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Non
vedevamo l'ora di essere qui: 3
giorni di trekking puro.
Abbandonati
i fardelli nel rifugio, insieme ai
nuovi e vecchi nomadi, il Team
sceglie la via da affrontare: le
Torres del Paine - 4 ore, solo
andata.
Dopo
i primi chilometri, le nostre
strade si dividono.
Aleko
e Ithaca preferiscono il percorso
a nord est, verso la fauna. Su un
altopiano scoprono un lago
popolato da fenicotteri rosa e
guanaco al pascolo. Sono alla loro
prima esperienza come videomaker e
secondo Nicole se la sono cavata
bene -ma giudica tu le riprese
degli animali-
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Nicole
e Theo, deviano per una
passeggiata più tranquilla!
Ma poi si lasciano convincere da
alcuni viaggiatori, di tornare in
rifugio e preparare una
spaghettata al pomodoro.
Vale
e Marco, accompagnati dagli altri
Nomadi, Manu e Aurely, non si
arrendono e continuano per il
sentiero che si fa sempre più
ripido e sembra non finire. Al
primo rifugio, 1 ora di sosta per
té e biscotti. Vale da il ritmo,
Marco chiude la coda. Si mette a
nevischiare, e tira un forte
vento. Dalla cima scendono alcuni
scalatori, tutti attrezzati, ci
consigliano di continuare.
Guarda
il video e capirai...
Non
avevano ne telecamera ne macchina
fotografica, dicono per
l'ingombro, ma ogni scusa e'
buona, chissà se sono veramente
arrivati alla cima!?

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Nel
Mare vedo stelle,
generarsi
deformi
sullo
specchio inquieto.
Ha
rughe d'oceano,
impulsi
e
suoni dei riposi,
sinceri
come la sete,
respiri
dell'età.
Una
marea,
fiabeggiante
flotta
sugli
zigomi di un vecchio.
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In
questa parte del mondo incontriamo
molti viaggiatori-scrittori, tutti
con il look alla Bruce Chatwin.
Riempiono diari di pensieri, con
inchiostri imbevuti di esperienze.
Facciamo
conoscenza con Davide Bologna,
poeta di professione. Viaggia di
continuo, inviando le sue poesie
alla casa editrice. Dice che siamo
tutti poeti ...poi ci regala una
sua poesia scritta in questa zona:
Clicca
sulla sua foto e ascoltalo!
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Dichiarato
Parco Nazionale nel 1959 e Riserva
della Biosfera dall'Unesco nel
1978, il parco nazionale Torres
del Paine è uno dei più bei
posti in Cile. Qui arrivano amanti
del trekking dal mondo interno. Il
parco ha una superficie di 242 000
ettari e una vegetazione che varia
secondo l'altitudine: steppa,
piccoli arbusti di spine, foreste
molto dense. Più di 200 specie di
piante e alberi ...anche la
fauna è molto ricca: più di 170
specie di uccelli (condors, aquile,
fenicotteri) 25 specie di
mammiferi: puma, lama,
volpi e gatti selvatici vivono nel
parco. E'
qui che, passo dopo passo,
scopriamo la bellezza della
Patagonia, il suo isolamento, il
suo mistero. Ma anche la sua
ostilità, (folate di vento,
tempeste, notti glaciali). Qui
regna la natura.
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Sveglia
all'alba per un ultimo trekking,
se reggono le gambe. E
poi si riparte, tanta strada,
verso Punta Arenas, l'estremo sud
cileno! Ora
ci riscaldiamo con il Pisco e un
partitone a scopa.
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