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Ieri
sera abbiamo lungamente conversato con due
giovani e simpatici giornalisti: Kirsty della
radio nazionale ABC e Lex fotografo del 'Centralian
Advocate', bi-settimanale che pubblicherà un
articolo su di noi Venerdì.
Questa
mattina ci alziamo alle 06h30, stanchi ma
stimolati: oggi la destinazione della Car@van
è Ayers Rock, il luogo sacro di Uluru.
Qui le distanze sono immense e i quasi 500
chilometri che dobbiamo percorrere in
mattinata, diventano relativi. Inoltre, è un
piacere guidare su queste strade immense,
linee di asfalto puntate verso l'infinito.
La
strada sembra non finire, ma quando il
rettilineo passa la collina e si trasforma in una lunga curva, ci
appare quel che fino ad ora era solo
una destinazione sognata: il grande monolito
rosso.
Uluru
erge impetuoso davanti ai nostri umili occhi.
Alle
13h00 arriviamo puntuali al 'Uluru - Kata
Tjuta Cultural Centre' per incontrare Greg, la nostra guida ufficiale. Brevi
presentazioni, poi il ranger australiano ci fa
una lunga lista di ciò che è vietato fare e
quali punti del monolito non possono essere
filmati. In effetti, da quando Uluru è
tornato di proprietà degli aborigeni, questi
ultimi hanno chiesto ai turisti di non
fotografare ne filmare alcune pareti a loro
sacre (tutta la facciata nord del monolito e
una caverna sulla facciata sud). Inoltre, non
si potrebbe salire in cima; ma la lunga corda
attaccata alla parete, induce molta
gente in tentazione.
Noi
vorremmo scalare e filmare -anche per te,
Virtual- ma rispettiamo ogni restrizione
raccomandata dal popolo aborigeno.
Lungo
la base del monolito ci sono grotte con
pitture recenti e un pozzo naturale. Poi
immensi massi di roccia posizionati in strano
modo, interpretati nei racconti aborigeni come
elementi sacri.
La
visita si conclude con Greg, che controlla se
non abbiamo filmato aree vietate.
Torneremo
domani per cercare di captare le energie e i
misteri di questo posto ...forse senza la
guida.
Ora
guarda il video e capirai.
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