25/01/2001
  Isola di Tangkong - INDO.
  S 08°43    E 116°01
  +45

E' l'ultimo giorno sull'isola!

La notte è stata meno difficile di ieri: un bel vento, poche zanzare, ma soprattutto una grande stanchezza che, con l'aiuto delle onde, ci ha trasportato in sonni profondi.  Abbiamo comunque la faccia gonfia e il puzzo selvaggio di cinque giorni di sopravvivenza. Vale ha resistito alla lunga nottata e questa mattina le linee di febbre sono scese a 37°.

Ripuliamo la spiaggia di ogni nostra presenza, ma decidiamo di non abbattere la capanna. Chiuso lo zaino, ci tuffiamo per l'ultimo bagno caldo che quest'isola ci ha offerto. I nostri spiriti sembrano sereni e Marco, Vale e Aleko, non nascondono la loro felicità nell'interrompere la dieta di pesce e cocco. 

I pescatori sono in fila, pronti a salutarci. Vigorosa stretta di mano con rotazione del palmo, poi da buoni mussulmani si mettono la mano sul cuore. Gli regaliamo l'ascia, le canne da pesca e l'acqua rimasta, ci offrono i pesci che hanno pescato questa notte. "Tornerete?", chiede Yoyo con sguardo basso. "Si, forse l'anno prossimo per una vacanza, o forse in un'altra vita", risponde Aleko. Ci guardiamo silenziosi, sorridenti. Poi gli uomini riprendono il loro lavoro. Alcuni si girano più volte verso di noi, con il pollice levato in segno di approvazione e addio.

Sono già le 15h, quando una piccola imbarcazione viene a prenderci. Non è più l'anziano dell'andata, ma un giovane barbuto di origine del Borneo. Saliti a bordo silenziosamente, il nostro sguardo si fissa sull'isola ...sempre più piccola. Mentre il Prahu fila in bilico sulle onde, ognuno di noi fotografa nel pensiero l'immagine che porterà con se. Theo entra in un silenzio tombale.

Il vento trasporta i canti di una moschea ...ci avviciniamo a Lembar, porto di Lombok.

Il tempo di sbarcare e il Team si precipita alle bancarelle. "Aaaaah, cibo!" Vale si abbuffa su dei biscotti alla vaniglia. Maya e Marco, sorseggiano con gusto due bicchieroni di Kope. Aleko e Theo ingoiano due mega-tavolette di cioccolato al latte 'Indomilk', poi vanno a giocare a calcio con una ventina di bambini scalmanati. 

Ritorno alla civilizzazione!

Guarda il video...

Due ore prima della partenza, i pescatori si siedono intorno a Theo e ascoltano con aria incredula:

"Vendo: splendida capanna-studiò, al cuore di un'isola selvaggia e con vista unica sull'Oceano Indiano. Salotto, bagno con vasca gigante e acquario, solarium e planetario. Occasione unica da cogliere immediatamente". 

"Chi offre di più?"

Medé, il più giovane dei pescatori, si alza e ispeziona la capanna. Dopo aver toccato e scosso un po' il tutto, ci guarda con aria seria e dice: "Questo ...è buon legno per il fuoco". 

In 'Moby Dick' di Herman Melville, il Capitano Achab provò una delle più gravi sofferenze che l'uomo possa avere: la fame. I sopravvissuti della sua nave, naufragata a causa della balena bianca, furono obbligati a mangiarsi tra di loro per sopravvivere....

Noi non abbiamo ovviamente sofferto fino a questo punto (!) ma qualche crampo allo stomaco ci ha ricordato che l'essere umano può rimanere per molto tempo senza mangiare (alcune settimane, anche se questo tipo di dieta è vivamente sconsigliato), ma non senz'acqua. A causa del forte caldo, non saremmo sopravissuti 48 ore senza bere. Il nostro consiglio: se volete veramente andare su un'isola deserta, pensate prima di tutto all'ACQUA !

 

   

THEO - considerazioni

Costruire una capanna su un'isola deserta è sempre stato un mio sogno ...oggi realizzato, grazie al tuo voto. Che buffo!

Come hai potuto leggere sui Diari passati o vedere sul video, non è stato sempre facile; ma grazie alla complicità tra il Team, (e l'aiuto di Arya e Mun) non siamo solo riusciti a sopravvivere, ma a vivere qualcosa di eccezionale.

Questa esperienza ha arricchito il mio tesoro, fatto di intensi e colorati momenti di vita.

...e sono felice di condividerli con te, Virtual.

 

Il nostro ultimo weekend asiatico. 

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