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| 24/12/2000 |
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| Port
Elizabeth |
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| S 33°58
E 25°38 |
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| +13 |
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E' la Vigilia di Natale e vogliamo organizzare qualcosa di speciale.
David, il cameriere del Bed & Brekfast in cui alloggiamo ci dice: "Se c'è qualcuno che ha bisogno di Babbo Natale, sono proprio i bambini delle
Township"...poche parole che ci convincono immediatamente. Alle 8.30 siamo già in uno dei tanti mega centri commerciali di Port Elizabeth. L'amico riempie il carrello di caramelle e regali per i bambini della sua township.
Non riusciamo a trovare il vestito di Babbo Natale...ma David ci dice che non serve. Saliti sui taxi locali, attraversiamo la strada che divide i due mondi. Addentrandoci a piedi in un mercato colorato, percorriamo baracche di alluminio e cartone...
Ci notano subito tutti e appena offriamo le prime caramelle, i bambini ci accerchiano: sorrisi, smorfie, risate e bocche sporche di cioccolata ci accompagnano per due ore lungo le vie animate.
Visitiamo case di gente che ci offre da bere, poi improvvisiamo uno spettacolo di magia. La notizia della nostra presenza si diffonde e, finiti i balocchi, una scia di bambini ci accompagna verso l'uscita della township. In cambio dei nostri regali, abbiamo ricevuto
un'energia senza paragoni...il nostro più bel regalo di Natale.
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Le Township sono le bidonville cresciute ai margini delle grandi città africane. Sia le guide turistiche che la gente che incontriamo, tutti ci sconsigliano di visitarle...invano!
Entriamo a Zwide, grande campo di ostelli e baracche che ospita circa 30.000 neri. Alcuni stabili sono del Comune, altri di grandi multinazionali come Coca Cola.
Nelle zone più povere, le unità ospitano 16 famiglie; tre in ogni stanza; l'affitto è di 7 US$ al mese. Ma ci sono anche i singoli posti letto chiamati 'square' - il tuo quadrato (delle dimensioni di un letto singolo) - costano 5 US$ al mese. Un segno di speranza è vedere che alcuni iniziano a costruirsi umili casette e che, con grandi sacrifici,
sognano di ampliarle sempre di più.
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Poche parole su questa giornata, ma tanti momenti intensi che non dimenticheremo.
Chi meglio di Tracy Chapman può rappresentare la dignità africana (vedi il video).
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Lungo il cammino che porta alla township, David ci racconta di essere diventato 'Uomo' dopo un rituale Xhosa: "dopo essere stati circoncisi, ogni maschio della nostra tribù (verso i 15 anni) viene lasciato in una foresta per almeno
un mese; se sopravvive e riesce a tornare a casa, allora diventa
'Uomo'".
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Approfondiremo la nostra scoperta del Sud Africa, attraverso le parole di David. Poi, Aleko inizierà la serie 'riflessioni del team', raccontandoci pensieri e commenti personali.
Ora guarda il video, nostro pensiero di Natale. Auguri!
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